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Mi senti da qui?

Cliente | CIDAS – Cooperativa Sociale e SPRAR/SIPROMI Vulnerabili, Città Metropolitana di Bologna

Progetto | Identità collana editoriale e primo volume

Anno | 2019

Illustrazioni del primo volume | Cristina Portolano

 

Appunti di progetto |Mi senti da qui? È una raccolta di storie provenienti da “mondi altri”, così come i loro protagonisti. È un modo per tessere insieme il passato ed il futuro di chi giunge da lontano e vive oggi in Italia: serve a ricordarci che siamo stati tutti bambini, che siamo tutti umani.

Il contesto | Il progetto SPRAR/SIPROMI Vulnerabili (Disagio Mentale e Sanitario) della Città Metropolitana di Bologna accoglie beneficiari meritevoli di particolare tutela, in quanto affetti da disturbi psichici e/o di matrice organica. Tali fragilità sono fonte di ulteriore marginalità sociale dal momento che, proprio per le condizioni di malessere vissute, la dimensione relazionale con il contesto di accoglienza risulta particolarmente complessa. L’idea è quella di mettere in luce e riqualificare l’esperienza migratoria, qui intesa non solo come evento portatore di vulnerabilità (tanto psichica quanto fisica), ma come un mezzo di realizzazione del sé. L’obiettivo di questo progetto è quello di ri-tessere insieme passato e presente, contribuendo a rielaborare nuove narrazioni sul processo migratorio volte, da una parte, a sensibilizzare le comunità dei paesi di accoglienza rispetto alle “storie di vita” celate e, dall’altra, a contribuire al ricompattamento emotivo dei beneficiari accolti. Questo attraverso la creazione di una collana di racconti.

l progetto del logotipo della collana | Per realizzare il logotipo di questo processo siamo partiti da alcune chiavi di lettura:
L’ascolto > analogia formale fra il punto interrogativo e l’orecchio, simbolo della richiesta di ascolto
I percorsi > la distanza fra le due parti tipografiche, sottolineata dal filetto orizzontale
I legami > nonostante la distanza, il legame intrinseco fra i due estremi della composizione rimane

I libri
La collana è un progetto aperto che accoglie di volta in volta nuove storie provenienti dalla tradizione e dal vissuto del migrante, inevitabilmente condizionate dall’esperienza migratoria. Ogni libro nasce da una forte relazione umana tra la persona che narra la sua esperienza, un’antropologa che la raccoglie e un illustratore che la traspone in immagini.

Il contenitore delle storie
Le storie raccolte e narrate dalla Collana sono racchiuse in un involucro, ispirato alle coperte termiche del primo soccorso in mare: ogni storia è accolta e protetta, come la persona che la porta con sé, perché entrambe sono uniche e preziose più dell’oro. Ogni storia è unica e preziosa così come ogni vita è un bene inestimabile da tutelare, tanto da essere avvolta in foglia d’oro. La grafica trova spazio su etichette arancio fluorescente come i giubbotti di salvataggio.

Gli oggetti di comunicazione
Anche per la tote bag con la mappa muta siamo partiti da alcune chiavi dei lettura:
Le origini > molti italiani non hanno un’idea precisa della collocazione geografica dei vari paesi interessati dal fenomeno migratorio: l’esercizio di disegnare a mano nella mappa muta i luoghi, “forza” a portare attenzione a questo aspetto.
Il mare > le terre emerse sono rappresentate in negativo, il protagonista è il mare, che bagnandole le unisce tutte.
La Lettura > il mare viene rappresentato con filetti orizzontali, ripresi dalle forme del logotipo, che seguono l’andamento dell’occhio del lettore fra le linee di testo del libro. La “porzione di mondo” inquadrata corrisponde al formato dei volumi.